Forme dell’anima

mandala

L’ANIMA NELLA RELAZIONE TERAPEUTICA

 

*Il lavoro di ricerca e la rilettura del testo Anima di J.Hillman hanno ispirato il nome di questa sezione.

Le citazioni riportate qui di seguito riflettono sul concetto di Anima e sulla sua molteplicità. In origine, sono 439 estratte dall’edizione inglese delle opere complete di Jung, da Sogni Ricordi e Riflessioni (è stato pubblicato da Il Saggiatore ma in seguito anche da Rizzoli), e dalle Lettere (Torino, Boringhieri), raccolte e commentate, da un punto di vista esclusivamente fenomenologico, dallo psicoanalista junghiano James Hilmann, nel suo libro Anima(edito da Adelphi, Torino, 1985). Il testo era stato originariamente diviso in due parti pubblicato in una versione più sintetica nella rivista junghiana Spring, la prima parte nel 1973 e la seconda parte nel 1974. Riportiamo quelle più significative.

Scrive lo psicologo James Hillman:
“Per apprezzare fino in fondo il sentimento di Jung e il suo contributo alla psicologia del sentimento come funzione, bisogna partire da Anima come dominante etnica ancestrale da un lato e, dall’altro, come costellazione individuale e destino. Nessuno dei due aspetti è tuttavia umano. E appunto questa qualità inumana è il dono di Anima al sentimento” (vedi J. Hillman, Anima, ibidem).
“… i primitivi credono nell’esistenza di più anime…”
“ Si tratta di un’antichissima credenza dell’umanità, che si riflette nell’universale credenza in una pluralità di anime presenti nel medesimo individuo. Come mostra la pluralità delle componenti psichiche avvertita a livello primitivo, lo stato originario è uno stato in cui i processi psichici non formano affatto un’unità dai confini precisi, bensì una trama di nessi molto tenui”. [C.G. Jung CW, XII, par. 365 (ibid., p.193)]

“Tutto quello che l’anima tocca diventa numinoso, cioè incondizionato, pericoloso, soggetto a tabù, magico”… [CW, IX,I, par,59 (Opere, 9, p.26)]

“l’anima è bipolare e può quindi apparire ora positiva ora negativa, ora giovane ora vecchia, ora madre ora fanciulla, ora fata ora strega, ora santa, ora prostituta” (ibidem, par, 356; ibid., p:193)

“Se nello sviluppo di un individuo il confronto con l’Ombra è opera da apprendista”, il “confronto con l’Anima è opera da maestro”.

“L’Anima è invero l’archetipo della vita stessa… (CW, XIV, par. 646)

…L’Anima che esprime la vita… (Ibid:, par.313)

…L’Anima è l’archetipo della vita stessa (CW, IX,I, par.66)

Da Jung:

“Mi interessava straordinariamente il fatto che una donna, dal mio interno, dovesse interferire nei miei pensieri. Probabilmente, pensai, doveva essere “l’anima”, nel senso primitivo, e cominciai a meditare sulle ragioni per le quali era stato dato il nome di “anima”. Perché era stata indicata con un nome femminile? In seguito giunsi a capire che questa figura femminile interna rappresenta una parte tipica, e archetipica, nell’inconscio dell’uomo, e la indicai col nome di “anima”, mentre chiamai “animus” corrispondente nell’inconscio della donna” (Jung C.G., Ricordi,sogni, riflessioni di C.G. Jung a cura di A. A. Jaffè, tr.it. Milano, Rizzoli 1978)

“Ogni uomo ha dentro di sé da tempo immemorabile l’immaginazione della donna, non l’immagina di questa determinata donna, ma di una determinata donna” (Jung C.G., Il matrimonio come relazione psicologica (1925), in Opere, Vol. XVII, p. 191)

E’ appunto attraverso le figure oniriche, le emozioni, i disturbi somatici, le fantasie e le proiezioni ossessive degli uomini che essa si rivela quale ” seduttrice affascinante, possessiva, mutevole e sentimentale… che intensifica, esagera, mistifica e mitologizza tutte le relazioni emotive…” (Jung C.G., Aion, in Opere, Vol. IX, p 251)

“Se il confronto con l’Ombra è, per così dire, opera da apprendista, il confronto con l’Anima è dunque opera da maestro. Nel caso dell’Anima (e dell’Animus) quindi si tratta di fatti psichici, che non sono mai stai in possesso dell’uomo, ma che sono quasi sempre al di fuori del campo psichico, fattori scatenanti la proiezione per eccellenza, “registri di universi che ci affascinano e ci imprigionano, dai quali progressivamente ci distacchiamo via via che la presa di coscienza e il processo di individuazione si approfondiscono”

1. Queste proiezioni possono scomparire solo quando l’individuo capisce che ” ogni madre e ogni amata è la portatrice, l’incarnazione di questo pericoloso miraggio, di questa immagine riflessa, propria alla più profonda natura dell’uomo”

2. Lo sviluppo dell’uomo passa quindi attraverso la separazione dell’Anima della Grande Madre, con la quale essa resta spesso confusa fino all’età adulta”.

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